Itinerario Firenze, tra le città più visitate del mondo.

Visitare Firenze resta un'esperinza indispensabile per chi ama l'arte.


PONTE VECCHIO FINO A PALAZZO PITTI
Appena varcato il Ponte Vecchio, sulla sinistra subito dopo aver imboccato via de’ Guicciardini, si apre piazza Santa Felicita che prende nome dall’antichissima omonima chiesa sulla quale prospetta, dedicata alla patrizia romana martirizzata con i suoi sette figli ai tempi dell’imperatore Antonino Pio. Si racconta che in questo slargo, nel XIII secolo, ebbe luogo uno fra i più cruenti scontri, originato dalle discordie interne insorte fra Cattolici ed eretici Patarini, che ebbero la peggio.

Conseguita la vittoria sull’eresia, a spese della famiglia Rossi d’Oltrarno venne eretta la colonna di granito, che ancora si vede, a ricordo dell’evento.
Sul capitello nel 1484 fu posta la statua in terracotta robbiana invetriata del frate domenicano Pietro da Verona il quale, con la sua foga oratoria, aveva infiammato gli animi dei fiorentini portandoli a debellare per sempre il proselitismo patarino.
Nell’agosto del 1723 la vetusta statua di San Pietro Martire cadde a terra frantumandosi e fu poi sostituita con una scultura di Antonio Mormorai andata perduta nella seconda metà dell’800. Da quel momento rimase soltanto la colonna a testimoniare ai posteri il luogo del sanguinoso scontro cittadino.
Durante il mese di agosto del 1944 quando volgeva a termine la seconda guerra mondiale, a causa della funesta devastazione della zona provocata dall’esplosione delle mine dell’esercito tedesco in ritirata, la colonna ebbe a subire analoga sorte della statua. Al termine del conflitto il granitico, cilindrico pilastro venne opportunamente restaurato e rimesso nello stesso posto, di rimpetto all’edificio sacro, quale testimonianza della fede cattolica professata da sempre dai fiorentini.

L’antichissima Chiesa di Santa Felicita, sorta in epoca romana, nel luogo dove esisteva un oratorio cristiano con catacombe, è stata ampiamente ristrutturata durante i secoli; oggi la vediamo come la rinnovò nel Settecento l’architetto Ferdinando Ruggeri. La chiesa fu la parrocchia della famiglia granducale quando, prima i Medici poi i Lorena risiedevano in Palazzo Pitti.
Proprio grazie alla munificenza di queste importanti presenze, che per altro assistevano assiduamente alle funzioni religiose dal “coretto” del corridoio vasariano, la chiesa venne dotata di notevoli opere d’arte. La sua singolare facciata è preceduta da un porticato a tre archi sui quali scorre il passaggio pensile del predetto corridoio. Nel portico e nell’attiguo androne che conduce al chiostro, si notano varie lapidi tombali, alcune delle quali greche e romane provenienti addirittura dall’antico cimitero paleocristiano.

Proseguendo per via de’ Guicciardini, si raggiunge la scoscesa Piazza Pitti che evoca la forma di un anfiteatro.
Questo caratteristico e vasto spazio cinquecentesco, è dominato sulla sua dolce sommità, dal grandioso Palazzo Pitti fatto costruire nel 1440 da Luca Pitti che diede l’incarico della progettazione a Filippo Brunelleschi. Tanta era l’ambizione dell’intraprendente e ricco mercante di superare lo sfarzo dei Medici e degli Strozzi, che volle la sua costruzione di dimensioni tali da non riscontrarne eguali in tutta la città.
Dopo una lunga fase di progettazione, i lavori iniziarono nel 1458, quando il Brunellesco era già morto da due anni, sotto la direzione di Luca Fancelli, suo giovane allievo.

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