Visitare Lucca: I mercanti

Fin dalla sua nascita Lucca si dimostrò città di mercanti.


La famiglia Guinigi fa la sua comparsa nelle carte lucchesi a partire dal XI secolo, quando inizia a consolidare la sua fortuna economica dovuta ai traffici e all'attività del banco.
Il casato lega indissolubilmente il suo nome a quello di Lucca tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, prima con Francesco di Lazzaro, il padre della patria, poi con Paolo, signore della città dal 1400 al 1430.
Il suo dominio coincise con una rilevante fioritura artistica e con una generale qualificazione del gusto e della moda, all'altezza delle più ricercatei corti italiane e d'oltralpe.

Tra le commissioni più significative vanno segnalate la Croce d'argento detta "dei Pisani", conservata nel Museo dell'Opera del Duomo, la villa suburbana del signore, oggi sede del Museo nazionale, e lo splendido monumento funebre della seconda moglie del Guinigi, Ilaria del Carretto, realizzato da Jacopo della Quercia.
Al Trecento appartengono invece i due palazzi guinigiani nella via intitolata alla famiglia, uno dei quali è sovrastato dalla celebre torre coronata di lecci, mèta obbligata di chi visita Lucca.

Museo Nazionale di Villa Guinigi ha sede in uno dei più antichi edifici della città, costruito a partire dal 1413 per volere del signore di Lucca Paolo Guinigi, appena fuori della cerchia di mura duecentesche. L’edificio, imponente, ha la facciata principale caratterizzata da un arioso loggiato e da una successione di trifore con archetti trilobati su esili colonnine, espressione tipica dello stile tardo-gotico lucchese.

Le opere esposte sono intimamente legate alla storia di Lucca, ognuna un tassello per ricostruire la cultura figurativa della città, dalle origini fino al XVIII secolo. Lo stesso ordinamento museografico, che suddivide le opere cronologicamente, facilita questo affascinante viaggio, che inizia al piano terra con la presentazione di reperti archeologici come i vasi cinerari della necropoli etrusca scoperta nel 1982 a San Concordio, o come i resti provenienti dai monumenti e dalle abitazioni di epoca romana.
Ai piani superiori si trovano capolavori duecenteschi come la Croce Dipinta di Berlinghiero, quattrocenteschi come la Pietà di Matteo Civitali e cinquecenteschi come il Dio Padre fra S. Maria Maddalena e S.Caterina da Siena di Fra Bartolomeo o la Madonna con Bambino e Santi di Amico Aspertini, l’eccentrico pittore bolognese autore degli affreschi nella basilica di S. Frediano
Il percorso si conclude con le opere settecentesche tra le quali spicca L’Estasi di S.Caterina da Siena del pittore lucchese Pompeo Batoni.

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