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Vacanze in Toscana, si parte col Carnevale.

La Toscana col suo Carnevale si presenta come una delle regioni che sarà più visitata, sia dagli italiani sia dagli stranieri.



Il Carnevale in Toscana è un ottimo momento per visitare la Toscana e vederla nel suo massimo splendore di colori.

STORIA DEL CARNEVALE

Il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze.
Si conclude il giorno di martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima.

Il nome deriva probabilmente dal latino medievale carne levare, cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima.

L'inizio del Carnevale varia da paese a paese, ma generalmente viene festeggiato nelle due settimane che precedono le ceneri.
I festeggiamenti nel periodo del Carnevale hanno un'origine molto lontana, probabilmente nelle feste religiose pagane, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni.
Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare.
Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.
Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste.

ALCUNI CARNEVALI TOSCANI DA SEGNALARE:

STORIA CARNEVALE ARETINO

Il primo Carnevale ebbe inizio nel 1967, per iniziativa dei parroci dell'orciolaia, un quartiere periferico della città di Arezzo, Don Sergio Bernardoni e Don Angelo Sabatini, coadiuvati da Gabelli Francesco, Mori Libero, Papini Ferruccio, Salvatori Decio e Vasco Vannelli ed ebbe luogo in un solo giorno presso il piazzale della Chiesa dell'Orciolaia, con maschere, giostre e spettacoli gestiti dai ragazzi che frequentavano la parrocchia. La festa terminava nella serata, con la preparazione di un falò dove veniva bruciato un grosso pagliaccio carnevalesco costruito dai ragazzi.
Con l'appoggio della comunità e di alcune organizzazioni, negli anni successivi, si cercò di svilupparlo all'interno dell'Orciolaia.

Nel 1972, Don Gino Milaneschi, allora parroco dell'Orciolaia, insieme a Marconi Giuseppe e Mazzoli Omero, cercò di ripristinare la festa carnevalesca, interrotta da circa 1 anno, con nuove idee che contribuissero allo sviluppo della manifestazione. Per questo motivo vennero allestiti tre piccoli carri, nei quali fu istallato il materiale in possesso della parrocchia, cioè un cavallo e un ciuco di cartapesta e un vestito da Don Chisciotte.

L'anno successivo, il 1973, si cercò di rendere la struttura ancora migliore e il maggior sostegno fu dato dalla famiglia Cantaloni del Mulinaccio, che oltre alla propria collaborazione fornì anche tutti i mezzi meccanici per il traino dei carri. Si trattava di trattori e rimorchi agricoli, allestiti in soli sette giorni lavorando di notte nell'aia alla luce delle stelle!
In questo anno il Carnevale compì il primo sforzo finanziario, acquistando dalla vicina Laterina un "PINOCCHIO" ed una "DILIGENZA" per 60.000 Lire.
Fu possibile fare solo una sfilata, in quanto le macchine agricole dopo la festa dovevano essere subito smontate e riportate al lavoro dei campi.
In ogni caso il Carnevale continuava a crescere, con la partecipazione di bande, famiglie di saltimbanchi, non perdendo di vista la priorità di essere un divertimento e un luogo di incontro per bambini e famiglie.

Per questo motivo all'interno del circuito era permesso solo l'uso di coriandoli e stelle filanti (come ancora oggi) per garantire l'assenza di pericoli. Pensiamo che questo renda ancor più piacevole la giornata passata con noi, e faccia stare più tranquilli i genitori.

Nel 1977 i carri cominciano ad avere una certa importanza ed inizia la collaborazione con il carnevale di Viareggio. Il vincitore delle sfilate viareggine di quell'anno, il Sig. Arnaldo Galli, costruì appositamente per il nostro carnevale il "RE CARNEVALE", da poco andato in pensione.

Nel 1978 si istituì la prima lotteria del Carnevale, in modo da finanziare le attività del comitato, sostituita poi dal biglietto d'ingresso alle sfilate, nel 1988.

Nel 1978 si tenne anche una edizione in notturna denominata "Grande spettacolo d'estate", il 29 giugno, dove furono usate 6000 lampadine, quasi tutte prelevate da auto in disuso presso gli sfasciacarrozze di Arezzo e dintorni, e poi rimontate a regola d'arte ai Carri con sorprendenti giochi di luce.

Il 1979 è un altra data importante per il carnevale aretino dell'Orciolaia, perché gli organi di informazione cominciano ad occuparsi del carnevale e si comincia a fare uso dei cartelloni pubblicitari.

Negli anni 80 il comitato è diventato sempre più organizzato e stabile, grazie alla collaborazione di numerose persone.

Ogni anno vengono proposti carri sempre più grandi, grazie alla intensa collaborazione con il carnevale di Viareggio, ed i trenini si moltiplicano all'interno del percorso, quasi tutti trainati da trattorini acquistati dalle fornaci DALL'OGNA di San Giovanni Valdarno, BAGLIONI di Laterina e MONDANI di Palazzo del Pero.

Nel 1986 il carnevale lascia il centro città e torna all'interno del quartiere Orciolaia, a causa del disinteresse intorno alla manifestazione a livello sociale.

Il comitato si batté a lungo per ottenere i vari permessi e riportare il circuito in città, e così nel 1989 si trasferì nuovamente in Via Fiorentina, anche perché il numero delle presenza ogni domenica era sempre più alto.

E così, grazie all'opera di circa 50 volontari, si è giunti ai giorni nostri, con ben 4 uscite domenicali in centro città, 4 carri importanti, 8 trenini, gruppi mascherati provenienti da tutta Italia, ed una considerazione soddisfacente da parte delle autorità cittadine e degli altri carnevali d'Italia.

STORIA CARNEVALE DI VIAREGGIO

Nel febbraio del 1873, ai tavoli del caffè del Casinò, tra i giovani bene della Viareggio d'allora sbocciò l'idea di una sfilata di carrozze per festeggiare il carnevale, all'aperto, in piazza, fra la gente.
Martedì grasso del febbraio 1873 - è maturato il Carnevale di Viareggio così come oggi è conosciuto: evento spettacolare tra i più belli e grandiosi del mondo.
Sul finire del secolo, compar-vero, in mezzo alla festa di popolo che fu subito grande, i carri trionfali, veri e propri monumenti, costruiti in legno, scagliola e juta, modellati da scultori e messi insieme da carpentieri e fabbri che, in Darsena, sugli scali dei cantieri navali, sapevano creare imbarca-zioni destinate a sfidare con successo le acque insidiose e i venti capricciosi degli oceani; da allora i carri così costruiti di anno in anno, hanno navigato in un mare di gente attonita e divertita.

La prima guerra mondiale sembrò distruggere, insieme alla belle époque in Europa, anche il Carnevale a Viareggio, che invece rifiorì, più splendido e più grandioso, nel 1921, quando i carri mascherati sfilarono sui due meravigliosi viali, paralleli fra loro e alla spiaggia; i viali a mare, la mitica passeggiata, che in estate erano il ritrovo della mondanità nazionale e internazionale, furono, con le quinte delle Alpi Apuane, il palcoscenico naturale e grandioso, di incomparabile bellezza, ove si pavoneggiavano, ogni anno più ricche di animazione e brio, le costruzioni carnevalesche.
Nel 1921 si cantò la prima canzone ufficiale, la ''Coppa di Champagne", attuale inno del carnevale.

Anche le maschere si animarono a suon di musica, perché per la prima volta, la banda trovò posto a bordo di un carro intitolato "Tonin di Burio", che rap-presentava una festa nuziale nell'aia di una casa colonica.
Due anni dopo il "Pierrot", nostalgica e romantica figura del carnevale, fu la prima maschera a muovere la testa e gli occhi.
Nel 1925, per iniziativa di alcuni costruttori, fu introdotta la cartapesta, per realizzare i carri, che da allora ha consentito costruzioni colossali ma leggerissime, cioè mascheroni capaci di librarsi nell'aria sfidando la legge di gravità.
Con tale innovazione si può dire che la storia del Carnevale di Viareggio diviene leggenda, grazie ai costruttori che, per le loro capacità creative, furono denominati, dalla stampa nazionale ed internazionale, ?maghi della cartapesta?.

Nel 1930 Uberto Bonetti, il pittore che ha illustrato la magia del carnevale con manifesti ufficiali, ideò Burlamacco, la maschera oggi famosa, che nel manifesto del 1931, sullo sfondo dei moli, protesi sul mare, appare in compagnia di Ondina. Oggi Burlamacco trova posto tra le maschere italiane a Roma presso il museo del Folklore e della tradizione ed è esposta a Parigi presso il Musée de l'Homme.
Dopo la seconda guerra mondiale, il Carnevale rinasce nel 1946 e, da allora, Re Carnevale ha temprato il suo scettro, passando indenne - giugno del 1960 - attraverso uno spaventoso rogo degli hangars dove si costruivano i carri.

Fin dall'inizio (1954) la Tv nazionale prima, e l'Eurovisione (1958) poi, hanno consacrato la grande manifestazione trasportando ovunque, via etere Viareggio e il Carnevale.
Da sempre, ogni anno, una lunga schiera di ospiti illustri, di politici, di personaggi dello sport e dello spettacolo, è venuta a Viareggio per ammirare la propria effige in cartapesta, così come ad ogni corso mascherato di ogni edizione del Carnevale, centinaia di migliaia di persone hanno decretato il successo di questa grande manifestazione.

Il Carnevale di Viareggio, Carnevale d?Italia e d?Europa, ogni anno, celebra lo splendore di un mese intero di feste diurne e notturne, con sfilate di carri spettacolari, feste rionali, veglioni in maschera e rassegne di ogni genere.
Il 2001 ha segnato una data memorabile della storia del Carnevale di Viareggio con l?inaugurazione della Cittadella del Carnevale, un complesso polifunzionale di grande pregio architettonico che ospita i moderni laboratori per la costruzione dei carri, la scuola della cartapesta, mentre nella grande arena, si svolge durante l?estate la rassegna ?Sotto le stelle alla Cittadella?: intrat-tenimenti, spettacoli, concerti ed iniziative culturali. La Cittadella presto ospiterà anche il museo del Carnevale, un percorso multimediale proteso a valorizzare e diffondere la memoria storica e culturale del Carnevale di Viareggio e del Carnevale di tutto il mondo
Il Carnevale di Viareggio momento ideale di incontro tra popoli e culture diverse, grazie all?imponente eco mass-mediatica è l?occasione per globalizzare questa festa che celebra oltre alla tradizione, anche valori universali di solidarietà e pace.
Ogni anno, vengono a Viareggio migliaia di persone.